Non cresci più, a tratti è normale, Non si arrende più, il mio cuore.. Cosa ti resta? Il folle ride, penso a lei Accorgersi di vivere nell’estasi Cose che accadono qui Il paradiso, è lei e non ho più rocce leggere ormai My mind Come puoi vivere a testa in giù Come puoi vivere a testa in giù
Veglia in un sogno Il paradiso è lei e non c’è più luce, per guardarci ormai Cieca, il buio sole disinfesta Gli alberi cadono al suolo Riuscirò, se mi tiri giù, non riuscirò Non respiri più, non riuscirò Non riuscirò… Come puoi vivere a testa in giù Come puoi vivere a testa in giù
“provavo una sorta di terribile pietà universale: per me stessa, per tutti, perfino per Pasquale Tria, suo padre morto, mia madre, il mio bambino, addirittura per gente vista in un lampo. Quasi tutto dipendesse da me, avesse vita perché ero viva io. Non riesco a spiegartelo. - Tu sei donna Lenòr. Una donna non può sentire che così. Perché essa E’ la vita. Deve dare vita. (…) Ora puoi fare come gli uomini. Che partoriscono con la testa. Con la bocca: parole. In mancanza di meglio. Commentò, ironica: - sarà per ciò che i versi non mi piacciono più. Vincenzo le accarezzò il mento. - Però stamane ti sei data rosso alle guance, alle labbra. O è per questa bell’aria marinara?”
..e mi dicevi che che io dovrei cambiare per diventare come te che ami solo me. ma come un’aquila può diventare aquilone che sia legata oppure no non sarà mai di cartone no.. cosa son io non so, ma un’auto che va basta già a farmi chiedere se io vivo.